Presentata la quarta edizione di Blue Sea Land, l’Expo delle eccellenze dei distretti agroalimentari del Mediterrano, Africa e Medio Oriente che si svolgerà dall’otto all’undici ottobre a Mazara del Vallo. Simbolo della kermesse un piatto a base di pasta di grano duro, ricco di sapori e profumi, opera dello chef mazarese Pietro Sardo

La cultura gastronomica che rompe le barriere e i confini, un ponte tra i popoli. Non poteva avere nome più bello, «il piatto del dialogo e della pace», quello preparato la scorsa settimana da uno chef mazarese Pietro Sardo presso il Circolo del ministero degli Affari Esteri, a Roma, nell’incontro di presentazione di Blue Sea Land, l’Expo delle eccellenze dei distretti agroalimentari del Mediterraneo, Africa e Medio Oriente, che si aprirà a Mazara del Vallo (Trapani), dall’otto all’undici ottobre, e che vedrà la partecipazione di una cinquantina di delegazioni istituzionali.

Il Mediterraneo è un solo mare e bisogna trovare un dialogo per la pace, magari attraverso il cibo che accomuna quest'area

La specialità creata dallo chef Pietro Sardo, davanti a una platea composta da trentuno diplomatici, rappresentanti del ministero degli Affari Esteri, del ministero delle Politiche agricole e dal sottosegretario di Stato del ministero dello Sviluppo Economico, Simona Vaccari, è un mix di sapori e profumi, che bene sintetizza la volontà di esprimere la vicinanza culturale tra l’area mediterranea, africana e mediorientale. Mazara del Vallo è sinonimo di pesca ed è città tra le più arabe d’Italia: lo scirocco confonde i perenni effluvi di zagara, rosmarino, mandorle, muschio bianco. Nasce così questo piatto, simbolo della kermesse, a base di pasta di grano duro, gambero rosso, gambero bianco, razza, acciughe, pomodoro secco, pomodorini, zucchine, pistacchio, prezzemolo, basilico, origano, menta, aglio, cipolla, olio extravergine di oliva, vino, harissa (la tipica salsa nordafricana a base di peperoncino, aglio e olio d’oliva), arance, limoni, pompelmi, curcuma.

Lo chef Pietro Sardo

Lo chef Pietro Sardo

«Il piatto Blue Sea Land – ha spiegato Giovanni Tumbiolo, presidente del distretto produttivo della pesca, ente promotore della manifestazione – è un autentico connubio gastronomico di qualità, di tradizioni e di culture, espressione della necessità di dialogo, e di pace, anche nel campo della gastronomia fra territori e popoli che condividono prodotti di eccellenza del mare e della terra. Blue Sea Land promuove il modello dei distretti produttivi delle filiere agro-ittico-alimentari e in questo modo territori e Paesi fra loro diversi “si mettono a tavola” e dialogano, e di questi tempi non è cosa poco. Crediamo – ha aggiunto – che la via del dialogo e della cooperazione attraverso il lavoro, i principi sui quali poggia l’Expo Blue Sea Land, sia la risposta efficace contro qualsiasi forma di estremismo; noi siciliani siamo molto legati ai nostri fratelli tunisini da profonde e comuni radici storiche e culturali e pertanto esprimiamo la nostra massima vicinanza in questo triste momento».

La nuova edizione di Blue Sea Land, la quarta, promuove una vera e propria integrazione culturale grazie alla gastronomia, attraverso convegni dedicati alla dieta mediterranea e a quella halal, osservata dai musulmani, laboratori del gusto, nel rispetto dei principi di sostenibilità. Ma il programma si spinge oltre e prevede incontri sulle innovazioni tecnologiche, eventi culturali e interreligiosi, spettacoli nella casbah di Mazara del Vallo dove da tempo convivono immigrati del Maghreb e di diverse etnie. La precedente edizione ha avuto circa 50mila visitatori, con 600 incontri business-to-business tra aziende partecipanti e buyer nazionali e internazionali.