I birrifici artigianali italiani protagonisti. Il Railroad Brewing Company di Seregno ha vinto a Rimini il premio come migliore birra Saison del 2017

È un grande momento per i birrifici artigianali italiani. Cresce nei consumatori la voglia di conoscere i tanti stili birrari, sperimentare gusti inediti. Fattori che giocano a favore dei piccoli birrifici, che fanno della flessibilità e della fantasia la loro forza. Un esempio di questo fermento è Railroad Brewing Company, che quest’anno si è aggiudicato il primo premio per la migliore Saison nel concorso Birra dell’Anno 2017, promosso da Unionbirrai, che si è svolto a Rimini Fiera (il presidente della Giuria, era Lorenzo «Kuaska» Dabove).

Nove le etichette in produzione, ad alta fermentazione, tra cui la Zlatan, dedicata a Ibrahimovic: in uscita una White Ipa al lime

Il birrificio si trova a Seregno, in Brianza, ed è nato dallo spirito di forte amicizia che lega tre soci fondatori, Benedetto Cannatelli, Tommaso Colombo e Stefano Zanetto, cui poi se ne sono aggiunti altri.

«L’avventura – spiega Benedetto Cannatelli che è ricercatore universitario in Economia aziendale – parte nel 2009, da una piccola produzione casalinga a Seregno, in un vecchio laboratorio tra due ferrovie, di qui il nome Railroad. Nel 2013 è stata costituita la società. Siamo partiti come brew firm, producevamo, cioè, birra con nostre ricette ma senza impianto di proprietà, appoggiandoci per le cotte al Birrificio Rurale di Desio. Dal 2015 siamo poi partiti con l’attuale stabilimento».

L’impianto, ci spiega, è relativamente piccolo, 600 litri di mosto, una cantina da 85 ettolitri, una capacità produttiva mensile di 8500 litri, una cella fredda e una di rifermentazione. L’85 per cento finisce in fusti, il resto in bottiglia. «La materia prima – precisa Benedetto – arriva dall’estero: malti da Germania e Scozia, luppoli in pellet da Usa, Europa e Australia».

La gamma delle birre è solo ad alta fermentazione. Zibra (Golden Ale), Janka (Ipa), Giasa (White Ipa), Gajarda (Apa), Zlatan (Imperial Ipa), Logan (Belgian Ale), McTiss (Irish Red Ale), Stai Seregno (Saison).

«La Saison – sottolinea – che quest’anno ha vinto il primo premio nella categoria, è stata ideata da Tiziano, il nostro birraio. Oggi vanno di moda le Hoppy Saison, Farmhouse Saison, questa invece ha stile classico: 5,8 gradi, gusto secco, come nella storia di queste birre che venivano prodotte per i lavoratori nei campi, e con carattere dissetante e secco. Ha sentori di campo ed erba tagliata e una punta di speziato che invita alla bevuta».

All’assaggio ci colpisce la Zlatan, una birra dai toni più robusti. «Siamo tutti grandi tifosi di calcio – racconta – l’abbiamo dedicata a Ibra, giocatore che amiamo, per il carattere grintoso, fortemente luppolato, secco, con 8,3 gradi. È una Imperial Ipa. La moda delle Ipa parte dagli Usa, dove hanno rivisitato uno stile anglosassone, utilizzando luppoli autoctoni, Cascade, Simcoe, Mosaic, Citra (che noi stessi utilizziamo). E che variano dall’agrumato al fruttato, fino a sentori diversi. Il Citra ha richiami esotici: mango, maracuja. Nella Janka usiamo Simcoe che dà aromi balsamici, pinosi e resinosi; per la Giasa, che è una White Ipa, una versione estiva dell’Ipa, luppolo Saaz, che dà sentori speziati ed erbacei».

Le etichette in realtà sono nove. L’ultima, stagionale, è una Home Escaped. «È nata con l’ispirazione del maiale – fa sapere –: di questo, è noto, non si butta via niente. Noi abbiamo applicato il concetto a malto e luppoli, quelli rimasti in magazzino. In autunno uscirà una versione della Giasa con bucce di lime. C’è una tendenza che va nella direzione delle fruit beer e della sperimentazione».

Le birre del Railroad Brewing si possono degustare al piccolo spaccio annesso al birrificio o acquistare online. Si trovano anche in diverse birrerie della Brianza, Milano (La Belle Alliance, Isola della Birra, Gogol & Company e altre) e soprattutto a Roma. Il 16 settembre ci sarà un grande evento a Seregno per festeggiare il secondo compleanno dalla nascita del birrificio con diverse sorprese. Un’occasione da non perdere per conoscere questa realtà. «Ci piace fare un prodotto semplice – riassume – fatto bene, con i quattro ingredienti base. Localmente collaboriamo con il Birrificio Rurale di Desio e il Birrificio Menaresta: spesso abbiamo fatto feste insieme».