Un viaggio tra arte, cultura ed enogastronomia a Busseto, Fontanellato e Castelvetro di Modena, tre borghi che sono un perfetto esempio di Bandiere Arancioni

L’estate sembra volgere verso la fine, non sono, al momento, previste nuove ondate di calore. Le giornate stanno diventando più fresche e adatte a passeggiare tra le vie di città e borghi, come quelli che fanno parte del circuito delle Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano. Una meta ideale per unire cultura ed enogastronomia, soprattutto se si selezionano quelle più votate a questo tipo di turismo.

Solo dopo attenti controlli un borgo può diventare una Bandiera Arancione, una eccellenza del turismo

Le Bandiere Arancioni in Italia sono oltre 220: da Nord a Sud. Per diventarlo non è così facile, basti pensare che i comuni che hanno avanzato la loro candidatura sono stati oltre 2575. Per ottenere la certificazione è necessario superare un processo, il Modello di analisi territoriale (Mat), sviluppato dal Touring Club Italiano, che prevede la verifica di oltre 250 criteri di analisi, raggruppati in 5 macroaree: Accoglienza, Ricettività e servizi complementari, Fattori di attrazione turistica, Qualità ambientale, Struttura e qualità della località.

Ma quali sono i borghi che possono aspirare a questo riconoscimento? Tutti quello che si trovano nell’entroterra e hanno meno di 15mila abitanti. Essere una Bandiera Arancione porta con sé dei vantaggi. Secondo i dati del Touring Club Italiano aumentano i visitatori e di conseguenza tutto il sistema turistico aumenta la propria offerta, instaurando un benefico meccanismo per la comunità. Ma devo sempre mantenere la loro anima di località a misura d’uomo.

Un esempio di Bandiere Arancioni dove è possibile coniugare cultura ed enogastronomia, così da rendere la visita completa si trovano nella food valley italiana, nelle provincie di Parma e Modena. Questo giro coinvolge tre borghi ricchi di storia e di fascino, un viaggio dalla pianura alla collina, attraverso secoli di storia e arte, senza tralasciare la scoperta dei prodotti che hanno reso celebre questa terra in tutto il mondo: Culatello, Prosciutto crudo di Parma, Parmigiano Reggiano, Spalla cotta di San Secondo, Coppa di Parma, Aceto Balsamico di Modena.

Punto di partenza di questo viaggio alla scoperta dei tesori dell’Emilia Romagna è Busseto (Pr), il paese che ha dato i natali a Giuseppe Verdi. Qui è tutto intriso di verdiani ricordi, ma anche di eventi, come il concorso internazionale “Voci Verdiane”. Si può visitare la casa dove è nato, il museo a lui dedicato a Casa Barezzi e il Teatro G. Verdi costruito in onore del Maestro. Tra le diverse visite è d’obbligo una sosta alla Salsamenteria Storica Baratta e assaggiare le specialità, a partire dal Culatello, che si possono trovare in questo angolo d’Italia.

A pochi chilometri c’è Fontanellato (Pr), un altro piccolo gioiello incastonato nella Pianura Padana. In questo borgo medioevale è obbligatorio visitare la Rocca di Sanvitale, un fortezza che è diventata anche residenza e ha ospitato per cinque secoli i Sanvitale, e farsi rapire dal capolavoro del Parmigianino nella saletta di Diana e Atteone. La Culatelleria del Salumificio Rossi è la tappa enogastronomica da fare prima di partire per Castelvetro di Modena. Qui si possono degustare tutti i principali salumi prodotti in zona, accompagnati da un bicchiere di Lambrusco o di Fortana.

Un luogo suggestivo da visitare sulle colline vicino a Castelveltro è sicuramente l’agriturismo Opera02, una struttura che coniuga il moderno con la tradizione. Qui si può visitare l’acetatia e la cantina, dove vengono prodotti alcuni interessanti vini, come un metodo classico ottenuto con uve Lambrusco. Da visitare il castello di Levizzano Rangone prima di entrare a Castelvetro di Modena. Questo borgo medioevale, caratterizzato dalla piazza centrale con una scacchiera che domina le colline, patria del Lambrusco Dop Modenese, è piacevole da visitare ed è il luogo ideale per scoprire come nasce l’aceto balsamico tradizionale di Modena. Una visita all’acetaia de La Vecchia Dispensa, che si trova nella piazza centrale, aprirà le porte a questo affascinante mondo. Oltre all’aceto balsamico, questa zona dell’Emilia è terra di Lambrusco e sono molte le manifestazione che hanno questo vino come protagonista che si svolgono a Castelveltro.

Questo è stato un piccolo viaggio attraverso tre piccoli e graziosi borghi che hanno saputo cogliere le opportunità che il turismo può dare, ma si tratta di un turismo intelligente, fatto più da viaggiatori che vogliono scoprire cose nuove. Qui non c'è posto per chi cerca divertimento non-stop, spazio invece a chi desidera unire relax, arte e la buona tavola. Buon viaggio.