Dalla farina di carote ai succhi, Aureli punta sulla trasformazione degli ortaggi e sul mercato dei cibi salutisitici e nutraceutici

La nutraceutica ha dato il via a diverse iniziative imprenditoriali orientate alla ricerca e all’innovazione. Un business che promette rosee prospettive al settore agricolo. Un esempio è l’azienda agricola Aureli, sede nell’altopiano del Fucino, in Abruzzo, la zona d'Europa dove si ha la maggiore concentrazione di produzione di carota.

Un fiore all’occhiello per l’agricoltura italiana

Aureli è tra le più importanti realtà mondiali nella produzione e trasformazione degli ortaggi, dalla carota nera, ricca di antociani, alla patata rossa, ricca di fibre. Dalla trasformazione dei prodotti vegetali nascono succhi, puree, concentrati, farine, essiccati con un indirizzo nutraceutico.

«Siamo un’azienda agricola, che ha 47 anni di storia – ha raccontato Alessandro Aureli, marketing & sales manager dell’azienda – La svolta sulla trasformazione nasce dopo un viaggio all’estero di mio padre, che ha avuto l’intuito di utilizzare gli scarti nel settore delle carote. Quando a fine anni ‘80 pensò ai succhi di carote lo presero per pazzo. Oggi produciamo succhi ed estratti da 24 ortaggi che esportiamo in 50 Paesi esteri e vantiamo un fatturato di 20 milioni di euro di cui la metà ottenuto grazie a prodotti trasformati che hanno più alto valore aggiunto. La carota sporca di terra vale dieci centesimi, ma una farina di carote vale molto di più: e se è per celiaci ancora di più. Per ogni chilo di farina di carota servono venti chili di prodotto. Bisogna saper valorizzare e noi abbiamo saputo valorizzare la materia grezza in un semilavorato importante. Sono campi di applicazione che si stanno aprendo in maniera enorme».

Complice anche la diffusone dell’intolleranza al glutine, cresce la richiesta di farine alternative, come per esempio quelle ottenute da legumi. Ma un mercato in espansione è anche quello relativo ai centrifugati. Negli Usa spopola una bevanda a base di succhi verdi che ha riscoperto il cavolo toscano, il kale, mischiato a tante altre verdure.

«Negli Stati Uniti sono di moda i succhi arricchiti con ortaggi con i colori del benessere – ha fatto notare Alessandro Aureli – Tra questi una bevanda verde che ha dentro cetriolo, il kale, sedano e mela verde. La Corea è piena di aziende che fanno succhi misti o succhi di verdure: io ho comperato il succo di broccolo a Seul. Anche in Giappone vanno moltissimo queste combinazioni. È un filone che in Italia deve ancora prendere piede, ma la spinta è molto forte».