La Gdf di Asti sequestra 150mila litri di vino a un'azienda a Calamandra. Usava vino moldavo per Moscato e Pinot e sostanze chimiche per sofisticare. La contraffazione alimentare nel nostro Paese vale oltre un miliardo e a causa della crisi economica è aumentata del 277 per cento

I furbi ci sono anche nel mondo del vino. Ma la furbizia alla lunga non paga. A finire nell’occhio del ciclone questa volta è un’azienda vitivinicola di Calamandrana, nell’Astigiano, oggetto di attenzione della Guardia di finanza che ha sequestrato 150mila litri di Moscato e Pinot «non genuino». I vini, spacciati per Docg e Doc, anziché rispettare il disciplinare, secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle e dai funzionari della Repressione frodi, venivano tagliati con prodotti provenienti dalla Moldavia e sofisticati con l’aggiunta di prodotti chimici. Sostanze che, grazie a un misurato utilizzo, difficilmente sarebbero state rinvenibili in caso di analisi di laboratorio. Circa 40mila bottiglie di falso Pinot Dop, per un totale di 30mila litri, sono state sequestrate su un camion diretto al porto di Livorno per essere poi esportato in America. I responsabili sono stati denunciati per frode in commercio e contraffazione di indicazioni geografiche e denominazioni di origine di prodotti agroalimentare.

Fermato un camion di falso Pinot destinato al mercato estero

«L’attività non è ancora conclusa e continueranno gli accertamenti – ha affermato il maggiore della Gdf Mario Segreto – Stiamo cercando di ricostruire l’intera filiera e potrebbero esserci altri sviluppi. Abbiamo scoperto che il mosto non veniva direttamente dalla Moldavia, ma veniva acquistato presso aziende venete che a loro volta lo importavano dalla Moldavia. La sostanza chimica utilizzata per sofisticare il vino non dovrebbe essere nulla di pericoloso, visto che poi non è scattata la denuncia per sicurezza prodotti. Di solito si utilizzano additivi per modificare l’aroma».

Purtroppo non si tratta di un caso isolato. Lo scorso luglio, a seguito di una maxi operazione condotta dai Comandi Provinciali di Pavia del Corpo forestale dello Stato e della Guardia di Finanza e dei Nuclei di Milano e Brescia dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentare, c’era stato un sequestro di 170mila ettolitri di vino a carico della cantina Terre d’Oltrepò con la conseguente denuncia di 10 persone per il reato di frode aggravata in commercio. Secondo l’accusa il vino commercializzato dalla cantina sociale Terre d’Oltrepò di Broni-Casteggio, che è la prima della Lombardia con 900 soci, sarebbe diverso da quello indicato sia per quantità, origine e qualità.
Lo scorso ottobre il vino è stato di nuovo protagonista di un intervento delle Forze dell’ordine che hanno messo sotto sequestro di centinaia di migliaia di bottiglie di Prosecco Docg. Secondo quanto scoperto dai Carabinieri dei Nas di Treviso, che hanno ispezionato delle cantine in provincia di Treviso, Belluno e Venezia, alcuni produttori hanno marchiato come Docg delle bottiglie ottenute con uva di qualità inferiore, non rispettando così i disciplinari di produzione.

Secondo una recente ricerca del ministero dello Sviluppo Economico, effettuata in collaborazione con Censis, la contraffazione alimentare nel nostro Paese vale oltre un miliardo. Nel quinquennio 2009-2013 la Guardia di Finanza – ha comunicato recentemente il tenente colonnello Giampaolo Querqui, comandante del gruppo tutela mercato beni e servizi della Guardia di Finanza di Milano – ha sequestrato 38mila tonnellate e quasi 38mila litri di alimenti contraffatti o comunque recante un’etichetta ingannevole sull’origine o sulla qualità del prodotto. In base ai dati di Coldiretti, contraffazione e frodi alimentari, a causa della crisi economica, hanno registrato un aumento record del 277 per cento del valore dei cibi e bevande sequestrate perché adulterate. Motivo che ha spinto anche il governo a rivedere la normativa in tema di reati agroalimentari con un giro di vite per quelli più gravi.