Cresce, secondo Assica, il mercato estero per i salumi italiani. Spagna, Francia, Regno Unito e Usa le realtà che ci hanno apprezzato in modo particolare. L’embargo uccide il mercato russo

Sono disponibili i dati di Assica – Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria – relativi all’export dei salumi italiani all’estero per i primi sei mesi del 2015. I dati, nonostante il perdurare della crisi in alcune aree e dell’embargo che ha colpito il mercato russo, sono positivi: sono state esportate oltre 74mila tonnellate, con una crescita del 5,9 per cento rispetto allo stesso periodo, per un valore di 614,6 milioni di euro, anche in questo caso la crescita è del 3,9 per cento.

Il made in Italy agroalimentare piace sempre di più nel mondo

Il mercato comunitario è stato trascinato dalla Spagna, che ha acquistato dall’Italia il prosciutto cotto a causa di alcuni eventi straordinari verificatesi nel Paese, Francia, che ha preso da noi prodotti in tutte le categorie, e Regno unito, dove c’è stato un significativo aumento in valore per un incremento negli acquisti di di prosciutti crudi, salami e pancette. In generale i salumi italiani hanno riscosso successo in tutti i paesi europei, tranne Austria e Germania, che rimane sempre il principale partner commerciale dell’Italia.

«I dati confermano che l’export è un traino irrinunciabile per la crescita del settore – ha affermato Nicola Levoni, presidente di Assica – Questo risultato è, anche, una ulteriore riprova di quanto i nostri salumi siano apprezzati nel mondo. Ma siamo consapevoli che potrebbero esserlo ancora di più. Le nostre analisi dimostrano, infatti, che l’esistenza di barriere non tariffarie sta impedendo al nostro settore di avvantaggiarsi pienamente delle circostanze legate al momento economico che stiamo vivendo, a partire dal cambio favorevole dell’euro. L’impegno per promuovere i nostri salumi sui mercati extra Ue e per rimuovere ostacoli, spesso solo pretestuosi, rimane una priorità per l’Associazione. Il risultato eccezionale degli Stati Uniti conferma che quando aziende e Istituzioni nazionali e comunitarie lavorano insieme si ottengono grandi risultati».

Gli Stati Uniti sono stati trainanti in questi sei mesi per quanto riguarda le esportazioni verso i Paesi extra Ue e sono il primo mercato di destinazione oltre i confini comunitari con 3980 tonnellate (+20,8 per cento) per 48,1 milioni di euro (+25,9 per cento). Un risultato molto importante soprattutto se si considera che il confronto è con un buon primo semestre 2014 e che il provvedimento 100% reinspection – il controllo doganale di tutto quello che arrivava negli Usa – rimodulato in maggio è stato tolto solo a partire dal 6 luglio 2015. La Russia, causa l’embargo, sta cedendo quote e in valore ha perso circa il 64 per centoni valore.