Esotismo e freschezza tropicale dominano i cocktail e i long drink, anche salutistici, all' Armani Bamboo Bar legato al ristorante stellato di Milano

Al settimo piano dell’Armani Hotel, nel cuore di Milano, a due passi da Piazza della Scala, non si viene solo per degustare le raffinate preparazioni del ristorante stellato. Ma anche per il Bamboo Bar, un luogo magnifico per una colazione, un pranzo informale o per rilassarsi con un aperitivo o un dopocena. L’ampia vetrata con maestosa vista panoramica sulla città, i soffitti a doppia altezza, gli elementi in onice retroilluminati, la musica suadente offrono un contesto affascinante e discreto.

Un locale con la giusta atmosfera per passare momenti di assoluto relax

Un momento privilegiato è indubbiamente quello dell’aperitivo o del dopocena. In carta ci sono una ventina di cocktail preparati con maestria (di cui 4 analcolici) oltre a numerose etichette di vini, champagne e spiriti.

La tendenza di questa estate sono long drink rinfrescanti e orientaleggianti a base di frutti esotici e spezie, papaya, mango, frutto della passione, cocco. Re incontrastato lo zenzero, richiestissimo dai clienti e che trova largo impiego nelle varie formulazioni. Un fenomeno che sembra ricalcare il trend di crescita delle birre Ipa e delle fruit beer.

Un esempio è il J-Mule, che rivisita il fortunatissimo Moscow Mule: la base alcolica è costituita dalla vodka e dalla novità del sake tradizionale, che fornisce note differenti; quindi succo di lime fresco e zenzero centrifugato (al posto della classica ginger beer, bevanda analcolica a base di zenzero) che dà sapore più intenso e piccante. Viene servito in un bicchiere bordato con una «crusta» con zucchero, sale e pepe per esaltare i sapori.

Fresco e beverino anche il Peyton: la base alcolica è il pisco, un’acquavite sudamericana ottenuta dalla distillazione del vino, una sorta di grappa, ha note alcoliche più forti e pungenti rispetto alla vodka. Viene infuso per una giornata con ananas fresco e aneto. Quindi si aggiunge succo di lime, cocco, albume, che crea una sorta di spuma, e come guarnizione una grattugiata di cioccolato al latte ad addolcire.

Piacevole nei bilanciamenti tra gusti agrumati e dolci il Cocktail Fico: liquore al fico, Sloe Gin, lime, zeste di limone. Lo Sloe Gin è il noto «Monkey 47», un distillato molto caratteristico, tra i più aromatici, prodotto dalla macerazione di prugnole selvatiche della Foresta Nera, in Germania. Ed è fatto con Gin preparato con 47 botaniche e infuso con le bacche del prugnolo spinoso: rossastro, ha un gusto che richiama i frutti di bosco, accenti pepati ed è più corposo.

Per chi ama i gusti un po’ vintage, il consiglio è di provare il Burlesque, un «twist on classic» su un French 75: champagne rosè, Gin Hendrick's (prodotto in Scozia e con infusione finale di petali di rosa damascena), camomilla, lime, sciroppo alla rosa. E poi Tiki drop, servito in un bicchiere ballon: bitter al pompelmo, tè nero, arancia, rum scuro, lime, Sloe Gin, Crème de cassis (al ribes nero) e granatina (a base di melograno, l’inconfondibile gusto del ghiacciolo rosso).

C’è anche una tendenza salutistica. Diversi clienti ordinano cocktail detox analcolici: in carta viene offerto uno spa drink, richiesto dopo i trattamenti, fatto con pompelmo, melissa, sedano e zuccherato con stevia. Vanno poi tantissimo le centrifughe, con carote, melograno, zenzero, mela verde, cetriolo. Di minore appeal il filone che cerca di sposare le nuove tendenze dell’alta cucina: i clienti sembrano non ancora pronti a degustare cocktail al fitoplancton o al salmone affumicato proposti in passato dalla maison.

I cocktail al Bamboo Bar possono essere accompagnati da deliziosi stuzzichini: salmone con cialda di riso, fondo di crema di scampi, crema di guacamole, polvere di olive nere; crema di melone, burrata e barbabietola: quinoa, riso nero e verdure croccanti. Da non perdere le Sundaynotes: raffinate jazz session (ci sono ancora due date a giugno, 11 e 25, a partire dalle ore 18), con vari artisti, accompagnate da cocktail ad hoc, creati dai bartender, che rievocano il periodo del repertorio musicale. Tutto molto piacevole.