Una giornata, quella di sabato 5 settembre, dedicata alla scoperta dell’area archeologica di Libarna e dei vini Gavi e Derthona Timorasso tipici di questo territorio, l’isola bianca del Piemonte

Gli antichi sceglievano sempre posti particolari per insediare le proprie città. A fianco del torrente Scrivia, in provincia di Alessandria, sulle colline dove si incontra il territorio del Gavi con quello dei Colli torinesi sorgeva la città romana di Libarna e nell’area archeologica si terrà il prossimo sabato 5 settembre una giornata dedicata alla scoperta degli antichi sapori, in particolare del vino.

La manifestazione “ArcheoSapori” vuole esplorare, in particolare, i vini bianchi che caratterizza fortemente queste colline separate dallo Scriva e dove da una parte si coltiva il cortese, che è alla base al Gavi, mentre dall’altra il Timorasso che è l’uva con cui si produce il Timorasso. Due vitigni autoctoni che rappresentano l’isola bianca del Piemonte, regione famosa per i rossi.

Un territorio ricco di storia e tradizioni, non solo legate al vino

Il programma della giornata prevede alla mattina una serie di visite guidate alla scoperta del sito archeologico di Libarna. Al pomeriggio ci saranno due momenti di approfondimento con la conferenza di Filippo Maria Gamberi, soprintendente per l’Archeologia della Lombardia dal titolo “Archeologia del vino in Italia Nord-occidentale. Le origine cisalpine dell’enologia moderna”. Seguirà “L’incontro sulla via Postumia, l’isola bianca del Piemonte” con la partecipazione di Francesco Bergaglio (Consorzio Tutela del Gavi) e Walter Massa (Consorzio dei Vini dei Colli Tortonesi), il confronto sarà moderato dal giornalista Roberto Fiori.

Al termine ci saranno delle degustazioni guidate di Gavi e Derthona Timorasso, con la presentazione di prodotti della tradizione locale. I partecipanti potranno così scoprire le differenze dei due vitigni autoctoni che caratterizzano questo territorio che ha dato i natali a Fausto Coppi, ma che è stato dipinto da Pellizza Da Volpedo e raccontato dalle parole di Mario Soldati. Una terra apprezzata da secoli, come le rovine della città di Libarna dimostrano.