Federalimentare promuove Apertamente, una campagna di trasparenza: porte aperte ai consumatori per visite a stabilimenti di molte aziende, da Ferrero a Heineken

Come vengono prodotti carni e salumi e che garanzie ci sono di tracciabilità, rispetto dell’ambiente e del benessere animale negli allevamenti? Come viene creata la pasta e come funziona un molino? Quali indicatori di qualità ci sono nella produzione della Nutella che utilizza il controverso olio di palma? Niente più segreti. Le industrie alimentari di tutta Italia (circa 135 miliardi di fatturato annuo) aprono al pubblico le porte degli stabilimenti con un’iniziativa improntata alla trasparenza, «Apertamente». I cittadini potranno finalmente vedere come nascono gli alimenti che oggi sono a buon ragione considerati fra i più sicuri al mondo e scoprire la filiera che si è imposta come modello d’eccellenza del made in Italy.

Visite guidate per toccare con mano come viene prodotto il cibo che arriva sulle tavole degli italiani

La campagna, che proseguirà anche nel 2017, è promossa da Federalimentare e patrocinata dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione Università e Ricerca. A oggi sono già stati coinvolti 850 cittadini e 470 studenti (scuola primaria, secondaria superiore e università). Il progetto vuole avvicinarsi al consumatore sempre più informato e consapevole. Basti dire che, secondo il dossier del Censis «Mangiare informati», il 71,4 per cento degli italiani è attento ai temi della sicurezza degli alimenti, il 56,4 per cento legge gli ingredienti in etichetta e il 40 per cento si informa sul cibo perché sente parlare sempre più spesso di prodotti alimentari contraffatti e poco sicuri.

«Sono più di 40 le aziende italiane che da Nord a Sud hanno aderito ad Apertamente e non smettono di arrivare nuove adesioni – ha dichiarato Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare – Con iniziative come queste vogliamo offrire ai media un’occasione in più per informare correttamente e ai cittadini la possibilità di vedere con i loro occhi come, dove e da chi viene prodotto il cibo che arriva sulle nostre tavole. Sradicare i miti alimentari è complesso, siamo subissati di contrapposizioni tra cibi “malefici” e cibi “salvifici”, e aggrediti da allarmi spesso scientificamente infondati oltre che sproporzionati».

«Con Apertamente vogliamo raccontare i plus della nostra industria – ha aggiunto Scordamaglia – una fra le più sicure al mondo. Basti pensare che il 2 per cento annuo del fatturato, circa 2,6 miliardi di euro, è utilizzato per garantire la sicurezza alimentare e di standard di qualità dei nostri prodotti. Inoltre su un totale di 385 mila occupati, ben 85mila persone sono impiegate in attività di analisi, controllo sicurezza e qualità e sono almeno 2,8 milioni le analisi di autocontrollo compiute al giorno». Scordamaglia ha poi ricordato la progressiva e costante presa di responsabilità dell’industria e l’impegno con le istituzioni per favorire corretti modelli di consumo: «In cinque anni il nostro comparto ha migliorato il profilo nutrizionale di oltre 4mila prodotti».

Nell’elenco delle aziende che finora hanno aderito ad Apertamente, spiccano i nomi di Ferrero (Alba, Cuneo), Fratelli Branca, (Milano), due grandi rappresentanti del settore birraio come Heineken Italia  (Comun Nuovo, Bergamo), con il sito produttivo di birra più grande d’Italia, e Carlsberg Italia (Induno Olona, Varese), Martini&Rossi, per vino e liquori (Pessione, Torino), Italia Alimentari per salumi Dop e Igp (Busseto, Parma), Inalca, per produzione di carne bovina (Rieti), la Centrale del latte di Roma, aziende simbolo del settore lattero-caseario come Emilio Mauri (Pasturo, provincia di Lecco), con uno stabilimento unico al mondo, costruito all’interno delle grotte naturali della Valsassina, Sibeg, lo stabilimento della Coca Cola in Sicilia (Catania), il pastificio Divella (Rutigliano, Bari), uno dei più noti molini, il Molino della Giovanna (Gragnano Trebbiese, Piacenza) un’azienda produttrice di olio come Colavita (Pomezia, Roma) e Masi Agricola, produttore leader di Amarone in Valpolicella (Gargagnago di Valpolicella, Verona).