Aperto in città il terzo locale firmato Ammu, dove degustare i tradizionali cannoli e le classiche granite di Acireale. E acquistare specialità dell’Isola

Non c’è il due senza il tre. E Ammu rispetta la regola. A Milano ha aperto il terzo locale (in corso di Porta Romana) un mix tra cannoleria e caffetteria che punta a promuovere alcune golosità siciliane con cannoli (dolci di origine araba) e granite a fare da trascinatori. Una sorta di via di mezzo tra le aperture di corso Garibaldi (grande caffetteria) e corso Magenta (piccola cannoleria). Zone tutte centralissime della città.

Ammu porta la tradizione dei dolci siciliani nel cuore di Milano

Da Ammu si viene a degustare cannoli-espresso dai sapori paradisiaci. Il segreto? Ingredienti selezionatissimi, tutti siciliani, che arrivano freschissimi ogni giorno in città. A cominciare dalla ricotta che arriva da Palermo. Niente tagli con latte di bufala o vaccino: solo pecora. Cannolo sempre riempito e farcito al momento. Poi la cialda catanese che ha dentro un po’ di cacao per contrastare la dolcezza della ricotta palermitana (c’è anche una versione senza glutine), Pistacchio di Bronte Dop, scorzetta d’arancia candita e gocce di cioccolato fondente.

«“Ammu” è il suono che emettono le mamme della provincia di Catania quando imboccano i bambini – spiega il titolare Stefano Massimino, da Acireale – Ci stava, pertanto, come nome di un progetto goloso, che poi nasce a seguito di Expo 2015. Durante i sei mesi della manifestazione, con una rete di imprese della mia regione, ho portato in vetrina, a Cascina Triulza, specialità siciliane. Tra queste c’era anche il cannolo, basato su un’antica ricetta nobiliare palermitana, che poi abbiamo acquisito. Abbiamo venduto più di 100mila cannoli: la gente stava in fila fino a mezzanotte. Un successo inaspettato. Lo hanno riconosciuto tra i migliori dolci dell’Esposizione».

Da Ammu si degustano anche le granite siciliane; ben mantecate, secondo la tradizione di Acireale, come se fossero dei gelati, ma senza latte. Solo frutta siciliana da piccola produzione artigianale, acqua e zucchero (niente sciroppi): gelsi neri, pistacchio, mandorla di Avola, limone, fico d’India e altri gusti a rotazione. Innovativa quella alla ricotta, con la quale si pensa anche di fare un cannolo estivo.

«A Palermo lavorano la ricotta come da nessun’altra parte dell’Isola – sottolinea Massimino – I nostri ingredienti sono tutti di qualità, pistacchio di Bronte, arance dal Catanese. La tradizione della granita siciliana nasce dai “nivaroli” che raccoglievano la neve dall’Etna. La mettevano nelle grotte naturali, dove veniva conservata per l’estate, per portarla poi sui pescherecci per conservare il pesce. I nobili siciliani la compravano, invece, per farsi i sorbetti».

Nel piccolo locale si può fare una vera colazione alla siciliana (le soffici brioche con il «tuppo», cassatine). Imperdibile il marocchino Ammu, con ricotta, caffè Morettino (storica torrefazione palermitana) e cialda cannolo. Si possono poi acquistare anche una selezione dei migliori prodotti della regione, spesso di nicchia: paste di grani antichi, creme spalmabili di pistacchio di Bronte, frutta di Martorana, pasta di mandorla di Acireale, crema al cedro, miele di api nere, passito di Pantelleria, amari e liquori artigianali dall’Etna, tra cui l’Amara di Paternò (all’arancia amara, in carta anche al Gong di Milano).

«Abbiamo circa 200 referenze di 16 aziende – sottolinea il titolare – il frutto della estrema selezione, cominciata con Expo, delle migliori 400 aziende siciliane. Il prodotto più apprezzato è sempre legato al pistacchio».

Massimino porta avanti anche un secondo progetto, Inside Sicily, una rete di imprese con la quale fa promozione delle eccellenze siciliane, dagli antipasti ai dolci, ai vini più pregiati. «Siamo stati a Dubai, New York, Brasile, partecipiamo a fiere ed eventi – spiega – Finora la migliore risposta è arrivata dagli Usa. Adesso partiremo anche con alcuni chef. L’obiettivo, con Ammu e Inside Sicily – precisa – è promuovere nel modo migliore la nostra regione. Nei tre locali milanesi lavorano 24 persone. Siamo un puntino ma siamo tutti innamorati di questo progetto. E ci onora l’entusiasmo con cui ci chiamano i ragazzi per lavorare. In Sicilia c’è grande fermento in agricoltura – riflette – molte cose stanno cambiando e non è solo la terra dei limoni. È la regione che ha più chance per cibo e cultura. Tutti ne sono convinti».