Il 2013 è stata un’annata particolare in Valpolicella e il vino Amarone ne ha risentito: sarà di qualità medio alta, ma ha bisogno di tempo per esprimersi

E venne il giorno dell’Amarone. A fine gennaio si è potuto scoprire come sarà l’annata 2013, quella che sarà messa in commercio quest’anno. Durante la manifestazione che si è tenuta a Verona, nella suggestiva cornice di Palazzo Gran Guardia, sono state portate da 78 produttori oltre 80 bottiglie del 2013 da degustare, a queste si sono aggiunte anche una selezione di bottiglie con qualche anno alle spalle, perché l’Amarone è un vino che ha bisogno di tempo per dare il meglio di sé.

Il 2016 è stato un anno favorevole sul mercato per il vino Amarone

Premesso che il 2013 è stata un’annata difficile, a causa di un andamento climatico particolare, si potrebbe dire bipolare: umido e pioggia all’inizio e siccità alla fine. L’uva raccolta è stata sottoposta così a diversi momenti “stressanti” che non ha permesso di raggiungere i livelli qualitativi ottenuti nelle ultime annate, ma secondo la commissione di esperti che ogni anno li assaggia si tratta sempre di vini di livello medio-alto.

Per evidenti motivi fisiologici non è stato possibile assaggiare tutti gli 80 e rotti campioni, ma abbiamo fatto una selezione di alcune bottiglie già in commercio e abbiamo constatato che si tratta di un vino ancora giovane, che necessita di affinare ancora un po’ di tempo. Delle bottiglie assaggiate hanno spiccato quella di Domini Veneti della Cantina di Negrar, l’Acinatico di Accordini Stefano, l’Amarone della Collina dei Ciliegi e quello di Bertani con la bottiglia realizzata con le uve provenienti dalla Valpantena. Tra quelli degustati sono le bottiglie trovate più pronte, mentre le altre, come il Classico di Cesari, necessitano ancora di tempo.

Il fatto che molte cantine hanno portato campioni di botte è significativo. Il 2013 per esprimere il suo massimo ha bisogno di maturare, di evolvere nella cantina e poi di affinare ancora in bottiglia con la microssigenazione che un buon tappo di sughero è in grado di garantire. Tra qualche anno si potranno raccogliere i frutti di questo lavoro, i prodromi per avere dei buoni vini ci sono tutti. Basta solo attendere e nel frattempo stappare qualche bottiglia delle precedenti annate, senza commettere infanticidi enologici.

Dal punto di vista del mercato per l’Amarone l’ultimo anno trascorso è stato più che positivo, con incrementi delle vendite sia sul mercato interno sia all’estero. Si tratta di un vino che incontra sempre più il gusto dei consumatori con numeri che fanno ben sperare per il futuro, anche se su tutto l’export c’è la spada di Damocle della Brexit e dei minacciati dazi di Trump. In quanto Stati Uniti e Regno Unito rappresentano due importanti mercati per questo vino e per tutti i prodotti enologici italiano in generale. L’export è aumentato in generale del 3 per cento in volume e del 5 per cento in valore, segno che all’estero sono disposti a pagare cifre significative per vini di qualità.

Per i vini della Valpolicella è dunque un momento d’oro, trascinati da Amarone e da Valpolicella Ripasso, quest’ultimo prodotto facendo macerare il vino Valpolicella Superiore sulle vinacce fermentate usate per produrre Amarone e Recioto. Un vino dunque che acquisisce così una sua struttura e che incontra il favore del pubblico, tanto che da alcuni anni ha superato nelle vendite il Valpolicella classico, diventando il vero biglietto da visita di questo territorio. In attesa che il 2013 sia pronto a esprimersi al meglio si possono provare gli altri vini che hanno reso la Valpolicella una regione di interesse vitivinicolo mondiale.