Alto Adige protagonista di una degustazione di 50 etichette a Milano, un territorio tutto da scoprire. Evento organizzato dal Consorzio di tutela con Ais

Un viaggio attraverso cinquanta interpretazioni del vigneto Alto Adige. I soci delle cantine, i piccoli vignaioli e le famiglie che hanno dato vita all’eccellenza della viticoltura altoatesina sono stati i protagonisti di un evento-degustazione che si è tenuto a Milano («Alto Adige: storie di piccoli produttori e grandi vini»), organizzato dal Consorzio Vini Alto Adige in collaborazione con la Delegazione Ais di Milano.

Terra i forti contrasti con vini di personalità

«Accostarsi ai vini dell’Alto Adige fondendo ciò che c’è dentro il bicchiere con ciò che vi sta fuori – ha spiegato Werner Waldboth, direttore Marketing del Consorzio – e senza il quale non potremmo godere di questa incredibile varietà che contraddistingue il vigneto delle nostre meravigliose terre, pensiamo possa donare una chiave di lettura dei nostri vini, la più esaustiva e autentica possibile».

L’Alto Adige è una delle zone vinicole più piccole d’Italia: circa 5400 ettari di superficie vitata a quote che variano da 200 metri a 1000 metri di altitudine, per cinquemila viticoltori e diecimila addetti. Ma è l’alta qualità a fare da padrone grazie alle trecento giornate di sole all’anno e alle forti escursioni termiche, tanto che il 98 per cento della superficie è soggetta alla Doc e un terzo della produzione è destinata all’export. Da terroir così eterogenei si coltivano una ventina di vitigni (per il 60 per cento uve bianche). Fra le varietà più diffuse il Pinot grigio, il Gewürztraminer, lo Chardonnay e il Pinot bianco, che da sole rappresentano il 70 per cento di tutti i vini bianchi prodotti. Ma un ruolo rilevante è svolto anche da vitigni come Sauvignon, Müller-Thurgau, Sylvaner, Kerner, Riesling e Veltliner. Fra i rossi, oltre alle due varietà autoctone Schiava e Lagrein, anche gli altri vitigni classici, come il Pinot nero, il Merlot, il Cabernet Sauvignon e Franc.

Una delle caratteristiche dei vini altoatesini sono le note fruttate e aromatiche: quelle del sambuco del Sauvignon, della rosa nel Gewürztraminer, dei frutti di bosco nel Lagrein. Ma le cinquanta etichette che hanno fatto bella mostra a Milano hanno peculiarità tutte da scoprire. A cominciare dall’Arunda Cuvée Marianna (80% Chardonnay e 20% Pinot Nero, da 48 a 54 mesi sui lieviti) prodotto da Arunda, tra le più alte cantine che fanno metodo classico in Europa, a 1200 metri di altitudine. Una vera chicca il Pinot bianco Riserva Sanctissimus 2013, vino di punta della Cantina San Paolo, prodotto in sole duemila bottiglie dopo un affinamento per undici mesi in grandi anfore di terracotta.

Da una delle più cantine del mondo, l’Abbazia di Novacella, fondata nel 1142, nasce il Valle Isarco Riesling Praepositus 2013: un vino intrigante, setoso e minerale, che sprigiona note aromatiche di miele, zafferano, agrumi e rose. Spettacolare il Gewürztraminer Kastelaz 2014 di Elena Walch, azienda a conduzione familiare che è ormai rinomata a livello internazionale: un vino quasi da meditazione, ammaliante nel bouquet dalle variegate sfaccettature, rosa, fiori di garofano, frutta secca, note speziate di cannella. La Cantina San Michele Appiano, tra le migliori d’Italia, ha esibito in degustazione il Sauvignon Sanct Valentin, un simbolo, da diciotto anni insignito dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso.

Una sfida dolcissima quella tra il Moscato Giallo passito Serenade 2012 (sentori di maracuja, mango) della cantina Caldaro, Tre bicchieri Gambero Rosso, e il Moscato Rosa Castel Sallegg 2012, fiore al’occhiello della produzione vinicola della famiglia Kuenburg, una produzione limitata a 600 bottiglie e solo nelle annate migliori. Tra i rossi, da segnalare il Pinot Nero Krafuss 2012 Tenuta Alois Lageder e il Lagrein Riserva Abtei Muri 2012 prodotto dalla cantina-convento Muri-Gries. Dopo la tappa di Milano, il prossimo appuntamento con il banco di assaggio dei vini dell’Alto Adige è a Roma, il 17 ottobre (info, www.vinialtoadige.com). Ecco l’elenco completo dei cinquanta vini in degustazione.