La nuova Spa è il frutto della partnerhisp tra Alce Nero, storico marchio del bio, La Linea Verde e Brio e inizierà proponendo insalate e zuppe biologiche

Alce Nero entra nel fresco: un’autentica novità per lo storico marchio di riferimento nel biologico. Attraverso una joint venture, siglata con La Linea Verde-DimmidiSì e Brio, è stata costituita Alce Nero Fresco, una Spa che produrrà alimenti biologici freschi di alta qualità e ad alto contenuto di innovazione.

Si tratta di un’inedita partnership tra tre player di primo piano: Alce Nero, ai vertici nella produzione e distribuzione di prodotti biologici, La Linea Verde, tra i protagonisti in Italia nella produzione e distribuzione di prodotti di IV gamma (principalmente insalate pronte in busta) e piatti pronti freschi, e Brio, già socia di Alce Nero, che da oltre 25 anni si occupa di produzione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli biologici.

In futuro le referenze si allargheranno a yogurt, latticini, succhi, piatti pronti

La gamma Alce Nero Fresco sarà presentata in anteprima a settembre al Sana di Bologna. Si comporrà inizialmente di 6 insalate pronte in busta, 3 insalatone arricchite, da consumarsi sui luoghi di lavoro o come take away, e 4 zuppe fresche pronte, con nuove ricette e senza conservanti. La qualità sarà la parola d’ordine. Ma si tratta solo del primo passo.

«Il secondo passo – ha sottolineato Tom Fusato, direttore commerciale di Brio, che ricoprirà la stessa carica in Alce Nero Fresco – sarà quello di allargarci allo yogurt, che Alce nero già produce, latticini, succhi, piatti pronti e tanto altro. I prodotti di Alce Nero Fresco si troveranno nei negozi specializzati e nella Gdo sia in Italia sia in tutta Europa. Brio si occuperà, infatti, della creazione, strutturazione e controllo delle filiere ortofrutticole biologiche che costituiranno la base produttiva del progetto. Siamo contenti che La Linea Verde abbia deciso di investire nel bio, con due aziende che hanno fatto del bio la loro ragione d’essere».

Il comparto del biologico continua a tirare. «Non è un escamotage di marketing, ma il futuro», ha rimarcato il presidente di Alce Nero Lucio Cavazzoni, che ha fatto notare come l’Italia sia arrivata al 13 per cento di superficie biologica, con la Lombardia prima regione per consumo di prodotti bio. Con questo settore vanno forte i prodotti salutistici e i cosiddetti piatti ready to use, come ha illustrato il rapporto Coop.

«Noi, come La Linea Verde – ha spiegato il neopresidente di Alce Nero Fresco Andrea Battagliola, che è direttore commerciale de La Linea Verde – con il vegetale fresco, siamo nel pieno di queste tendenze. Vegetali con gusto. Prodotti freschi con shelf life di pochi giorni. La quarta gamma, per dire, le insalate lavate pronte al consumo, sono un mercato che viaggia verso gli 800-900 milioni di valore e continua a crescere. Questo è il nostro core business, con quello delle zuppe fresche pronte, che hanno trend di crescita a doppia cifra. Abbiamo il 50 per cento di questo mercato».

Fondata nel 1991 come evoluzione dell’azienda agricola familiare dei due fratelli Battagliola, La Linea Verde ha un fatturato di circa 225 milioni di euro, per circa mille addetti. Dispone di 5 siti produttivi, in Italia e in Europa, aziende agricole interne al gruppo, una società di trasporto refrigerato. Il rapporto con il bio di Linea Verde è di lunga data. «Oggi il modo per approdare nel mondo bio è attraverso Alce Nero per la grande specializzazione, notorietà e qualità riconosciuta – ha precisato – In questo modo valorizziamo al meglio i nostri prodotti. Italianità, controllo della filiera, rapidità di azione, dalla raccolta alla produzione, alla distribuzione, esperienza e tendenza all’innovazione sono i nostri punti di forza: il matrimonio è stato facile. Per noi sono fondamentali la qualità delle materie prime, la conservazione delle proprietà organolettiche e nutrizionali dei prodotti, l’assenza di conservanti (il freddo come unico metodo), la tracciabilità. E il gusto: abbiamo l’ambizione di produrre prodotti buoni come fatti in casa».

Sul punto della tracciabilità il neo presidente ci ha promesso che darà piena tracciabilità ai prodotti Alce Nero Fresco, qualora fossero distribuiti nel Supermercato del futuro di Coop , al fine di promuovere la massima trasparenza verso il consumatore. «Su You Tube – ha rilevato – facciamo vedere come viene fatto il lavaggio alle nostre insalate da busta, che per la maggior parte sono di provenienza della nostra filiera: arriviamo anche a sei cicli e usiamo solo acqua fredda potabile. Un piccolo esempio di quanta attenzione dedichiamo. Negli aspetti nutrizionali stiamo molto attenti attenti a cosa avviene in campo e nel trasporto: lì dobbiamo essere veloci, è una sfida quotidiana».

Il punto della velocità è molto importante, perché nel caso delle insalate in busta contano molto i tempi e la qualità del trasporto, l’eventuale interruzione della catena del freddo: fattori che potrebbero compromettere i micronutrienti. Per esempio il contenuto di vitamina C, che è termolabile.

«Dietro questo accordo ci sono due anni di intenso lavoro – ha commentato Massimo Monti amministratore delegato di Alce Nero e neo Ceo di Alce Nero Fresco –. Il fresco ha forte potenziale di crescita, dicono i trend. Sono cresciuti molto il bio, i prodotti salutistici, quelli tipici: e noi siamo in tutti e tre i settori. Abbiamo, per dire, tolto l’olio di palma già nel 2004, sostituito con l’olio extravergine di oliva».

Alce Nero è una delle marche di riferimento del biologico in Italia da oltre 40 anni. Il fatturato negli ultimi 5 anni è triplicato (dai 21 milioni del 2011 ai 61 del 2016). Vanta oltre 300 referenze, distribuite in circa 30 Paesi del mondo. Nella nuova Spa, Alce Nero avrà il 60 per cento del pacchetto azionario, Linea Verde il 35 per cento e Brio il 5.

«Non è detto che non possano entrare altri partner – ha precisato Monti –. Si tratta di una start up. Alce Nero Fresco è un passaggio importante nello sviluppo del nostro modello di business. Alce Nero è un Spa che commercializza i prodotti di dodici soci e che si poggiano su un migliaio di aziende agricole e cooperative. E che rimarrà focalizzata su prodotti a temperatura ambiente. Poi abbiamo joint venture commerciali: una in Asia, stiamo lavorando per avviarne un’altra negli Usa e ora abbiamo questa società per vendere prodotti freschi (sui surgelati siamo più indietro come progetto). Sostanzialmente siamo una grande rete di imprese, che lavora sul territorio italiano, strutturata in modo originale».