A Magenta esiste Al Toc, un mercato-ristorante per gli amanti della buona carne e per chi cerca prodotti local non omologati e a km zero. Al market si trovano prodotti del territorio come lo zola allo zafferano Invernizzi, il riso Riserva San Massimo o i «luartis»

L’idea iniziale era una macelleria con tanto di griglia, portando la carne dal produttore direttamente al consumatore. Poi si è andati un po’ oltre e ora è un market (una sorta di Eataly in miniatura) con ristorante interno. La filosofia del mercato-ristorante Al Toc, a Magenta, a 40 minuti da Milano, è semplice: promuovere i prodotti locali e a km zero del Parco del Ticino, il primo Parco regionale d’Italia (creato nel 1974) e quello fluviale più grande d’Europa.

Il ristorante propone asado del Ticino e gustosi taglieri da accompagnare con Buttafuoco o una Tipopils del Birrificio Italiano

Il progetto nasce dalla collaborazione tra alcune imprese del Parco del Ticino riunite sotto il nome di Quattro quarti, con lo scopo di promuovere un commercio alimentare basato sulla filiera corta, sostenibilità e valori della tradizione. Il patto stretto per fare sistema vede protagonisti la Società Agricola Marchesina, attiva da oltre mezzo secolo nel settore agro-zootecnico; la Chiodini, specializzata in macellazione e commercio carni; i fratelli Sissi e Pietro Franceschelli, con la loro esperienza nel settore, e Alimentari Valleticino di Fabio Benzo.

Un giro nel market è un’autentica gioia per gli occhi. Niente prodotti omologati. La carne è il pezzo forte, con l’allevamento di Scottona a Rosate. Tra i formaggi di spicco, il Gorgonzola dolce e piccante e l’erborinato allo zafferano di Invernizzi. Poi la robiola di capra dell’azienda locale I Silos. Nei salumi è d’obbligo provare quello d’oca e le ghiottonerie dell’azienda agricola Cirenaica.

Tra le altre specialità local, i prodotti Druantia: le prelibate confetture e marmellate, i funghi cardoncelli, succhi di frutta e verdure. Un must il riso Riserva San Massimo, tra i Carnaroli preferiti dagli chef stellati. Tra le verdure alcune chicche come i «luartis» della Lomellina (i germogli del luppolo selvatico), ideali per frittate e risotti. Poi il patè di lumache del Ticino, barba dei frati, ortiche, fragole, frutti di bosco, insalatine fresche.

Al Toc vuole essere un punto di riferimento per la spesa quotidiana o settimanale, non solamente per la grande occasione. L’obiettivo è accentuare sempre di più la presenza di prodotti del territorio nel market. In programma c’è anche la realizzazione di un corner interno riservato a quelli del Ticino.

«L’obiettivo è coinvolgere il maggior numero possibile di aziende locali – sottolinea Giorgio Chiodini, uno dei titolari – il nostro territorio è una risorsa importante da valorizzare insieme».

L’offerta, al momento, è pertanto allargata ad altri prodotti nazionali di nicchia. Come le giardiniere di Anna e Morgan, con la nuova linea rosa il Pinkimonio (ravanelli ciliegia in agrodolce aromatico); la giardiniera Contadini, premiata dal Gambero Rosso; il pomodoro bio dell’azienda agricola foggiana Paglione.

Il ristorante del market Al Toc, con la cucina guidata da Roberto Micheli (la fase iniziale del progetto è stata curata dallo chef consultant Davide Castoldi) è la meta sicura per gli amanti della buona carne. Nel menu sono proposti, fiorentine, tomahawk (pezzatura minima da 1 kg), costate, tartare e filetti, asado del Ticino. Prossimamente ogni cliente potrà scegliere direttamente dal banco quale taglio farsi cucinare alla griglia.

Abbiamo degustato una gustosa trilogia di tartare di Scottona La Marchesina: manzo olio e limone; vitello con pomodoro confit, rucola e salsa Cipriani; manzo, spuma di burrata, chips di patata viola e olio tartufato. Buonissimi anche i generosi taglieri di salumi e formaggi, serviti con verdure in agrodolce e mostarde. Ci è piaciuto particolarmente lo zola allo zafferano, i formaggi di capra olio e pepe serviti con confetture di cipolle, clementine, e fichi-mandorle senapate. I primi sono preparati con riso Riserva San Massimo (da provare il risotto con acqua di cavolo rosso con gocce di zola e tartare salsiccia) e le paste fresche Federici.

Per le bevande offre una buona scelta di vini (piacevole il Buttafuoco Cerasa, da uve Croatina, Barbera e Vespolina, solo acciaio) e le magnifiche birre artigianali del Birrificio italiano: consigliamo alla spina la Tipopils, tra le migliori in circolazione nel genere, mentre in bottiglia è imperdibile la Cassisona, una birra spumante nata da una ricerca sulla frutta, con aggiunta, durante la fermentazione, di bacche di ribes nero delle montagne del Lecchese.

A pranzo la proposta è più semplice (due primi a scelta, tre secondi e tre contorni, a rotazione quotidiana). Il lunedì è dedicato ai piatti della tradizione lombarda; il martedì agli amanti della carne con un formato simile alla classica churrascaria: entrambi al prezzo fisso di 25 euro.