È l’attuale motore dell’economia italiana, l’ agricoltura cresce più di industria e servizi, ma questo settore deve essere maggiormente tutelato

L’Italia da Paese industriale, complice crisi e globalizzazione, sta tornando un Paese agricolo, almeno sta diventando una nazione dove l’agricoltura sta trascinando l’economia, più di industria e servizi. Sono questi i numeri che emergono dai dati diffusi dall’Istat sui conti trimestrali.

In questo periodo di crisi la coltivazione della terra tiene in piedi l’Italia

L’Italia in questo periodo non riesce a uscire dal pantano della crisi. Negli ultimi anni i dati sono stati altalenanti, ma non si è mai riusciti a spiccare il salto necessario a far ripartire il motore dell’economia. L’agricoltura, in questo momento, sta facendo la parte del leone, fa registrare il maggior rialzo del Pil nel secondo trimestre 2016 con un incremento tendenziale dell’1,8 per cento, staccando nettamente industria (0,6 per cento) e servizi (0,8 per cento). Sono dati che confermano la crescita zero del Pil Italiano a livello congiunturale e l’aumento dello 0,8 per cento su basse annua.

«Si tratta di una nuova conferma della vitalità e della tempra delle imprese agricole - ha sottolineato Dino Scanavino, presidente nazionale della Cia - che continuano a sostenere la ripresa del Paese, pur in presenza di tanti ostacoli economici. Il settore continua a confrontarsi con problemi e difficoltà ben lontani dall’essere risolti, in primis il crollo dei prezzi sui campi (a luglio -28 per cento le quotazioni dell’olio d’oliva, -16 per cento i creali e -6 per cento il latte solo per fare alcuni esempi) che non danno alcuna prospettiva reddituale ai produttori».

«È chiaro quindi - ha concluso Scanavino - che se vogliamo che l’agricoltura continui a fornire questo prezioso apporto alla crescita dell’economia nazionale, bisogna investire in modo serio sul comparto. Con un progetto organico di rilancio che preveda sia misure orizzontali, come l’alleggerimento del carico fiscale e burocratico, sia interventi a sostegno dei singoli segmenti produttivi».

Anche Coldiretti sottolinea l’importanza dell’agricoltura in questo momento storico e chiede maggiori tutele. Sono da combattere le pressioni distorsive alla filiera e le importazioni selvagge. Sono troppi i prodotti che fanno concorrenza sleale alla produzione nazionale: vengono proposti come made in Italy, ma di italiano hanno ben poco.

Serve dunque una forte – secondo Coldiretti – una forte presa di posizione sulle norme relative alle etichette. Anche l’andamento speculativo dei prezzi è un fenomeno da combattere, fenomeno che ha portato nelle campagne la deflazione con il crollo dei prezzi per raccolti e allevamenti, che sempre più spesso non si riesce a coprire i costi di produzione. Esempi sono legati al mondo del grano e del latte per i quali ci sono state recenti proteste.